Pubblicato  17 ore fa
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Inattività fisica: numeri aggiornati su rischi, morti e costi

L’inattività non è “solo” un problema di forma fisica.
È un fattore di rischio sanitario enorme e, allo stesso tempo, una voce di spesa collettiva (e personale) che cresce in silenzio.

Tre anni or sono avevamo fatto un'analisi della preoccupante situazione legata all'inattività.
Purtroppo oggi il segnale di allarme è ancora più attuale, perché i numeri si sono aggiornati e – in molti casi – sono peggiorati.

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1) La sedentarietà è una “tassa invisibile” (che paghiamo tutti)

L’inattività fisica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tumori e depressione.
Ma oltre alla salute, c’è un secondo tema che spesso ignoriamo: l’impatto economico.

Secondo l’OMS, se i livelli di inattività non diminuiscono, il costo globale per i sistemi sanitari pubblici tra 2020 e 2030 è stimato in circa 300 miliardi di dollari (circa 27 miliardi l’anno), legato a nuovi casi prevenibili di malattie croniche.

Questa è la parte “macro”. Ma poi c’è la parte “micro”, quella che riconosci nella vita reale:

E ogni stop spesso porta con sé visite, esami, farmaci, fisioterapia, giorni “persi”.

2) Come siamo messi davvero: i dati più recenti (EU + Italia)

Nel mondo

Nel 2024 l’OMS ha pubblicato nuove stime globali: nel 2022 il 31,3% degli adulti non raggiungeva i livelli raccomandati di attività fisica (trend in aumento rispetto al 2010). Se non invertiamo la rotta, l’inattività potrebbe salire al 35% entro il 2030.

In Europa e in Italia (sport/esercizio)

Dal report Eurobarometro “Sport and Physical Activity” (rilevazione 2022):

Nota importante: qui si parla di “sport/esercizio” (contesto sportivo). Lo stesso report misura anche l’“attività fisica non sportiva” (camminare/ciclare per spostarsi, giardinaggio, ecc.), e anche lì l’Italia mostra una situazione preoccupante.

3) “10.000 vite l’anno”: cosa dicono oggi OMS e OCSE

Nel 2023 OMS Europa + OCSE hanno pubblicato il report “Step up! Tackling the burden of insufficient physical activity in Europe”.

Il punto chiave è rimasto fortissimo, ma ora è più preciso:

Se tutti nei Paesi UE facessero almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata, si eviterebbero circa 10.331 morti premature l’anno (fascia 30–70 anni).

E non è “solo” mortalità. Sempre lo stesso filone di analisi stima che raggiungere i livelli minimi raccomandati potrebbe evitare milioni di nuovi casi di malattie croniche nel lungo periodo e alleggerire una parte importante della spesa sanitaria.

E l’Italia, lato costi?
Nel report OMS/OCSE l’Italia risulta tra i Paesi con il carico economico più alto: la stima (in PPP, cioè a parità di potere d’acquisto) indica circa 1,3 miliardi l’anno di spesa per trattare malattie legate a insufficiente attività fisica nel periodo 2022–2050.

4) La “dose minima efficace” (che quasi tutti possono fare)

L’OMS continua a indicare come soglia-base per gli adulti:

(anche combinabili).

La cosa più importante (e liberatoria) è questa:

Non serve “spaccarsi”.
Serve continuità.

E soprattutto: ogni movimento conta, ma deve diventare abbastanza regolare da spostare l’ago della bilancia.

5) Il taglio nuovo: non è una questione di forza di volontà, ma di sistema

Se il 56% degli italiani dichiara “mai” sport/esercizio, non è perché “siamo pigri”. È perché nella vita reale vincono:

Quindi la domanda giusta non è: “Come mi motivo?”
La domanda giusta è: “Come progetto una routine che mi renda facile allenarmi?”

6) Un piano pratico (semplice) per arrivare a 150 minuti senza trauma

Se oggi sei fermo o quasi, prova così:

Settimana 1 – “accendo il motore” (60–75 min totali)

Settimana 2 – “do continuità” (90–110 min)

Settimana 3 – “stabilizzo” (120–140 min)

Settimana 4 – “arrivo a target” (150 min)

Obiettivo: non puntare alla perfezione. Meglio un 70% fatto ogni settimana che un 100% fatto una volta sola.


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7) Perché farlo in palestra (e perché farlo bene)

La palestra non è “solo attrezzi”. È un ambiente che ti aiuta a:

Noi a Sport Town vediamo questa trasformazione ogni giorno: persone che partono da “non ho tempo / non sono costante” e, con un percorso realistico, costruiscono un’abitudine che cambia tutto.

8) Il punto finale (quello che vale più di tutti)

Non stiamo parlando di “estetica”.
Stiamo parlando di anni di vita in salute, di energie quotidiane e anche di soldi (diretti e indiretti) che possiamo evitare di buttare via.

150 minuti a settimana non sono un traguardo da atleti.
Sono una soglia di protezione.


Domande frequenti

Quanta attività fisica a settimana consiglia l’OMS?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda, per gli adulti, almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata oppure 75 minuti di attività intensa (o una combinazione delle due). Il punto chiave è la regolarità: meglio distribuire il movimento durante la settimana che concentrare tutto in un solo giorno.

Sedentarietà e inattività fisica sono la stessa cosa?

Non proprio. In modo semplice: inattività fisica significa non raggiungere i livelli minimi raccomandati di movimento; sedentarietà indica invece stare molte ore seduti (lavoro, auto, divano). Puoi anche allenarti 2–3 volte a settimana e, allo stesso tempo, essere molto sedentario se passi gran parte della giornata seduto. Per stare meglio, l’ideale è muoversi con continuità e interrompere spesso le ore da seduti.

Camminare conta come attività fisica “utile”?

Sì. La camminata è un’ottima base, soprattutto se riparti da zero. Conta ancora di più se diventa una camminata attiva: passo sostenuto, respirazione più “presente”, sensazione di “mi sto muovendo davvero”. Anche piccole scelte (scale, tratti a piedi, commissioni camminando) aiutano, ma i benefici maggiori arrivano quando la camminata è programmata e ripetuta ogni settimana.

Quanto tempo serve per vedere benefici su energia, umore e forma fisica?

Spesso i primi miglioramenti (sonno, energia, umore, “testa più leggera”) arrivano già nelle prime 2–3 settimane se sei costante. I cambiamenti più visibili su forma fisica, tono e resistenza richiedono in genere 4–8 settimane. La regola pratica è: risultati rapidi sul “come ti senti”, risultati progressivi sul “come appari” e sul “come performi”.

È meglio fare 150 minuti tutti in un giorno o distribuirli?

È molto meglio distribuirli. Fare tutto in un solo giorno aumenta il rischio di indolenzimento, calo di motivazione e, per qualcuno, anche di piccoli infortuni. Una strategia semplice è: 3 allenamenti da 35–40 minuti, oppure 2 allenamenti + 2 camminate attive. Più il piano è realistico, più diventa un’abitudine.

Se riparto da zero, come evito dolori e infortuni?

Riparti con un obiettivo “furbo”: poco ma spesso. Aumenta volume e intensità gradualmente (settimana dopo settimana), cura la tecnica e scegli allenamenti sostenibili. In palestra è più facile farlo bene: hai un ambiente dedicato, una progressione chiara e l’assistenza giusta per imparare i movimenti in sicurezza. Se senti dolore “strano” (non il normale indolenzimento), fermati e fatti guidare: la costanza si costruisce anche così.

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Fonti

  1. World Health Organization (WHO) — Physical activity (Fact sheet), aggiornato 26/06/2024 — https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/physical-activity
  2. World Health Organization (WHO) — Nearly 1.8 billion adults at risk of disease from not doing enough physical activity (News release), 26/06/2024 — https://www.who.int/news/item/26-06-2024-nearly-1.8-billion-adults-at-risk-of-disease-from-not-doing-enough-physical-activity
  3. OECD & WHO Regional Office for Europe — Step Up! Tackling the burden of insufficient physical activity in Europe, 2023 (pagina report) — https://www.oecd.org/en/publications/step-up-tackling-the-burden-of-insufficient-physical-activity-in-europe_500a9601-en.html
  4. OECD & WHO Regional Office for Europe — Step Up! Tackling the burden of insufficient physical activity in Europe, 2023 (PDF) — https://www.oecd.org/content/dam/oecd/en/publications/reports/2023/02/step-up-tackling-the-burden-of-insufficient-physical-activity-in-europe_20fba4c9/500a9601-en.pdf
  5. European Commission (Eurobarometer) — Special Eurobarometer 525: Sport and physical activity, 2022 (pagina survey) — https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/2668
  6. European Commission / DG EAC — Special Eurobarometer 525: Sport and Physical Activity (Full report PDF), 2022 — https://www.sportesalute.eu/images/studi-e-dati-dello-sport/schede/2022/98-Sport_physical_activity_2022_report.pdf
  7. ISTAT — La pratica sportiva in Italia – Anno 2024 (Comunicato stampa), 30/06/2025 — https://www.istat.it/comunicato-stampa/la-pratica-sportiva-in-italia/
  8. ISTAT — La pratica sportiva in Italia – Anno 2024 (Report PDF), 30/06/2025 — https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/La-pratica-sportiva-in-Italia_2024.pdf
  9. ISTAT — Tavole allegate / dataset (XLS collegato al comunicato), 2025 — https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Tavole-allegate_statistica_today_sport_Anno2024.xls
  10. Dipartimento per lo Sport / Sport e Giovani — Presentati i nuovi dati ISTAT sulla pratica sportiva… (articolo di sintesi), 2025 — https://www.sportegiovani.governo.it/it/comunicazione/notizie/presentati-i-nuovi-dati-istat-sulla-pratica-sportiva-cala-la-sedentarieta-due-italiani-su-tre-sono-attivi/
  11. The Lancet Public Health — Changing life expectancy in European countries 1990–2021… (GBD 2021), 2025 (full text) — https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(25)00009-X/fulltext
  12. PubMed — Changing life expectancy in European countries 1990–2021… (GBD 2021), 2025 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39983748/
  13. The Lancet Public Health — State of health and inequalities among Italian regions from 2000 to 2021… (GBD 2021), 2025 (full text) — https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(25)00045-3/fulltext
  14. PubMed — State of health and inequalities among Italian regions… (GBD 2021), 2025 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40175012/
  15. <
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