Pubblicato  4 mesi fa
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EQUILIBRIO

EQUILIBRIO... é ciò che mi guida nelle mie scelte



 In una parola c’è tutto quello che mi guida nelle scelte che faccio, sia come essere umano sia professionista del settore fitness.
Mai come in questi giorni questo “credo filosofico” andrebbe perpetuato.
Non mi addentrerò però nella critica analitico sociale che porta le persone a comportamenti imitativi o apparentemente privi di una logica di fondo. Non sono un sociologo e non aspirando ad esserlo, mi limiterò a sottolineare quello che ritengo, dal mio punto di vista, una sano comportatamento che vedrà come fine ultimo uno stato di benessere psicofisico che cerco di trasmettere nel contesto delle mie lezioni, che siano di gruppo o personalizzate.


Quante lezioni a settimana devo fare? Mi alleno facendo pesi o facendo cardio? E’ meglio il funzionale o il posturale? Personalmente ho un passato sportivo da portiere di calcio. Ho praticato amatorialmente molti sport e da ISEF ne ho sperimentati altrettanti. Ho vissuto dentro e fuori dalle palestre e in queste, dentro e fuori dalla sala pesi e/o corsi di gruppo. Sarebbe facile con esperienze cosi eterogenee, rispondere ai quesiti di cui sopra con “ un mix di tutto” e sicuramente non sbaglierei ma, in questo caso vorrei approfondire alcuni aspetti e concetti di base che non saranno legati alla tecnica di allenamento ma ai motivi che lo dovrebbe guidare.
Direi perciò di partire dal concetto di allenamento legato al concetto di obbiettivo dello stesso. Sembrerebbe scontato ma spesso il concetto legato all’obbiettivo non è enfatizzato abbastanza.



Voglio dimagrire, voglio essere più forte , più veloce, più resistente o più generalmente in forma? Voglio stare generalmente meglio? Voglio vincere una gara di corsa o partecipare ad una competizione di Bikini fitness?
Ognuno di questi obbiettivi ha, DEVE AVERE, un tipo di approccio differente all’allenamento ricordando però, che l’obbiettivo è un punto di riferimento al quale aspirare e non una meta da raggiungere ad ogni costo. Non ci sarebbe EQUILIBRIO nel pensare che solo la VITTORIA dà senso all’allenamento.
FALLIMENTO, dal mio punto di vista, non è NON RAGGIUNGERE UN RISULTATO ma non perseguirlo!
Parafrasando Andy Warhol tutti possono ottenere “15 minuti di celebrità” allo stesso modo come tutti possono per fortuna, caso, opportunità o mezzi a disposizione, raggiungere un obbiettivo insperato.
Quello però che rende veramente VINCENTI è comunque provarci senza farsi destabilizzare se il risultato ottenuto non sarà esattemente quello sperato!
Il 19 ago del 1995 il pugile Peter McNeeley affrontò Mike Tyson forse il più forte peso massimo di ogni tempo. Si preparò al massimo delle sue capacità arrivando alla sera dell’incontro forte veloce e convinto di poter vincere. Contrariamente a molti suoi predecessori al suono del gong del primo round si gettò come una furia contro Tyson cercando di metterlo subito al tappeto o quantomeno in seria difficoltà mettendo “iron Mike” all’angolo sulla difensiva. Il Risultato fu però che dopo pochi scambi McNeeley fini’ al tappeto sotto i potenti colpi di Tyson.
McNeeley ha comunque vinto! Non nel risultato. Tyson vinse l’incontro al primo round per Ko. McNeeley però, a parer mio, semplicemente affrontando una sfida impossibile senza paura, rimarrà ai miei occhi sempre e comunque un VINCENTE.

Per cui nelle mie lezioni e nei miei personal ho piacere di allenare tutti indistintamente coloro i quali semplicemente proveranno a farcela!
Senza timori e senza paranoie .


Terminerò citando M.Jordan “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.“

Adriano Palazzesi
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