Pubblicato  2 mesi fa
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Quando lo sport serve a guarire

Ciò che rende Sport Town una palestra unica nel suo genere è l’importanza che diamo al movimento, un fil rouge che unisce trainers di discipline diverse verso un obiettivo comune: il benessere delle persone che frequentano la nostra palestra.

L’esperienza ci conferma quanto lo sport sia un valido alleato per mantenere alto lo stato di salute, soprattutto quando l’attività fisica è eseguita in modo costante nel tempo.
L’esercizio fisico si dimostra poi anche un ottimo strumento di guarigione laddove il corpo necessiti di ulteriore supporto, per esempio dopo aver subito un forte trauma, un intervento o un incidente.
In seguito ad interventi importanti, dove sia prevista anche una riabilitazione fisica, il movimento aiuta il corpo nella ripresa della coscienza di sé e dello svolgimento delle normali attività quotidiane. In questi casi, ancora più del solito, è bene assicurarsi di svolgere l'attività sportiva in modo corretto, lasciandosi affiancare da uno specialista del movimento, come un personal trainer.

A tal proposito abbiamo deciso di raccontarvi come lo sport possa essere un’efficace terapia riabilitativa e lo facciamo attraverso la testimonianza di Massimo Garbaccio, un amico sportivo della nostra palestra di Torino.

Massimo raccontaci di te, cosa fai nella vita?

Io ho 59 anni e da 40 anni lavoro nel mondo dello sport e della comunicazione nel senso che ho iniziato a lavorare nel 1981 a Torino presso l'ufficio stampa di una famosa azienda sportiva. Da qui ho avuto la fortuna di potermi confrontare con il mondo della comunicazione che è diventato poi il mio lavoro e che ancora oggi porto avanti. Da lì ho sempre avuto a che fare con aziende che gravitavano nel mondo dello sport, ma non solo, ho avuto una piccola incursione anche nel mondo della moda, del giornalismo e dell’industria. Nel 2000 poi ho aperto una società di comunicazione a Torino e oggi sono 18 anni che porto avanti questo progetto.

Quando hai iniziato ad allenarti a Sport Town e cosa ti ha spinto ad andare in palestra?

Ho iniziato ad allenarmi in palestra nel 1996, dopo essere tornato a vivere a Torino. Conoscevo già Rusty da una sua precedente esperienza sportiva e l'ho seguito fino all'apertura di Sport Town.
Di Sport Town posso vantarmi di avere la tessera numero uno perchè sono stato il primo Socio ad iscriversi! Cosa mi aveva spinto ad allenarmi all'epoca? Mi sono iscritto in palestra perché avevo voglia di scoprire un'attività che mi appassionava molto: il triathlon. Ho seguito tutte le tre tipologie di allenamento applicandomi molto. Negli anni però mi sono distaccato gradualmente da questa disciplina per tutta una serie di motivi un po' personali e un po' di lavoro arrivando anche ad allontanarmi dalla palestra stessa fino a ritornarci prepotentemente a partire da settembre 2017. C'è stata una parentesi dovuta a una concomitanza di fattori tra cui impegni lavorativi di un certo tipo che mi portavano fuori Torino e poi anche degli impedimenti più psicologici come la pigrizia mentale e fisica nel voler fare un'attività sportiva. E poi ho avuto anche alcuni problemi di salute.

Possiamo chiederti che tipo di problemi di salute hai avuto?

Nello specifico ho avuto un trapianto di fegato, un intervento molto serio e particolarmente invasivo. Dal punto di vista psicologico questo tipo di intervento ha degli aspetti molto delicati che possono essere sicuramente tenuti a bada e curati.
Per prima cosa devo ringraziare sicuramente l'immensa bravura dell’équipe del professor Salizzoni che è un'eccellenza assoluta mondiale che abbiamo la fortuna di avere qui a Torino e ha seguito personalmente il mio caso. E poi c'è tutta una seconda parte che riguarda la ripresa. Una ripresa mentale accompagnata sicuramente da una riabilitazione fisica. Nel mio caso specifico ho avuto delle complicanze molto importanti nella gestione post operatoria. Ho fatto una degenza ospedaliera di circa tre mesi e mezzo, molto lunga per i canoni normali. Sono stato operato nella notte tra il 4 e il 5 dicembre 2016 e sono stato dimesso il 17 marzo del 2017. Per tutto questo tempo sono stato immobilizzato a letto con una perdita di peso molto evidente (26 kg!) durante la degenza ospedaliera, con una scomparsa pressoché totale del tono muscolare dovuta all'assoluta inattività fisica.
Devo ringraziare i professionisti della fisioterapia delle Molinette che mi hanno risollevato da quel letto esattamente come si fa con un neonato. Mi hanno insegnato nuovamente a camminare. È stato un percorso lungo che mi ha portato a uscire dall'ospedale con un deambulatore prima e un bastone dopo per poi arrivare a fare un anno e mezzo più tardi 57 km in bici su strada!

Wow! Che ripresa! Dopo l'intervento come ti ha aiutato Sport Town? Hai avuto un personal trainer che ti ha consigliato degli esercizi in particolare?

Devo ammettere che l'attività fisica è fondamentale, incanalata però con determinate regole e con metodi ben precisi e soprattutto con persone in grado di poterti seguire in modo molto attento.
Ci sono state due fasi differenti. La prima molto più intima e personale in cui un professionista mi ha aiutato nel rimettermi in piedi. Io in piedi ci stavo ma con tutti i limiti del caso, avevo delle difficoltà a gestire la quotidianità. Paradossalmente se mi fossi trovato per qualche motivo per terra avrei avuto delle difficoltà a rialzarmi. Non avevo forza e cognizioni tecniche di come ci si rialza da terra. Sembra una banalità, ma è la realtà. Per altro questo è un professionista istruttore che oggi lavora a Sport Town. Superato questo momento che ho preferito fosse più intimo, visto che ero una specie di RoboCop con tanti tubicini attaccati, sono passato poi alla fase successiva. Da luglio 2017 sono andato in vacanza con degli amici in Puglia e lì ho ricominciato a muovermi in modo assolutamente spontaneo senza limiti particolari. Ho comprato un sacco, l'ho appeso a un albero e ho ripreso una delle mie vecchie passioni, ovvero quella di tirare i pugni a un sacco. E poi è ritornata la voglia di iniziare a muovermi in modo costante all'aperto riprendendo pian piano a correre. Ho seguito un programma di allenamento applicandomi in modo costante. Qui è importante sottolineare un altro elemento che è la volontà del soggetto. La terza fase più incisiva è quella che sta continuando in questi giorni e che continuerà da qui in avanti: da settembre 2017 sono tornato ufficialmente in palestra e da lì con l'aiuto di Rusty ho ripreso a sviluppare tutta una serie di esercizi e di allenamenti che sono passati attraverso l'indoor cycling, la tonificazione muscolare e il running. Non sono mai stato particolarmente appassionato del running, eppure mi rendo conto che correre mi serve tantissimo. Diciamo che l'insegnamento tecnico di Sport Town per me è stato fondamentale per la ripresa fisica, ma non solo. È stata una ripresa a 360° perché si sta meglio psicologicamente e l'impatto è forte anche nella gestione della quotidianità.
Inizialmente ho avuto un sostegno individuale da parte dei trainers di Sport Town e poi ho frequentato anche dei corsi collettivi proprio per non sentirmi in difetto, ma parte di un gruppo per motivarmi e riuscire a fare gli esercizi in palestra come gli altri.
Esiste una casistica ben precisa per i post trapiantati che, come dice il professor Salizzoni, hanno diritto a vivere una vita pari a quella degli altri. Bisogna comunque seguire delle linee guida da cui non si può prescindere come l'assunzione dei farmaci e un'attività fisica dedicata e continua per permettere all'organismo di risentirne in modo positivo.

Quindi ad oggi il tuo allenamento a Sport Town continua. Ci sono delle precauzioni da seguire o ti alleni in modo libero?

Assolutamente si e ad oggi mi alleno in modo libero. Sono semplicemente dotato di uno strumento tecnico in più come curiosità attenta a controllare la mia frequenza cardiaca. 
Mi sono sottoposto a degli esami che prevedevano un elettrocardiogramma sotto sforzo e tutta una serie di ecografie che sono risultate assolutamente perfette! Questo deriva sicuramente dall'allenamento in palestra.

Quindi possiamo dire che lo sport è stato terapeutico. Come ha inciso sulla tua guarigione?

Si è stato fondamentale. Direi che l'attività sportiva per me ha inciso per l'80% del successo!
Accompagnato ovviamente dalla motivazione, dalla volontà e da avere le persone giuste che mi hanno supportato nel modo adeguato. Nella palestra Sport Town ho ricevuto il supporto giusto sia dal punto di vista professionale sia umano. Mi sono ritrovato in un ambiente sereno, accogliente e amichevole. A Sport Town non mi sento un numero: mi sento seguito e a mio agio e questo effettivamente si vede poi nei risultati che si raggiungono.

C'è un messaggio che vorresti lasciare per chi ha vissuto un'esperienza di vita simile alla tua?

Sì. Innanzitutto diventare donatore di organi: è un qualcosa che dovrebbero fare tutti. E poi dopo, una volta che si esce da una situazione difficile (perché se ne esce!), impegnarsi per cercare di vivere meglio una vita che ti viene ridata. Noi trapiantati alla fine siamo molto fortunati: ad un certo punto della vita abbiamo una sorta di tagliando per cui siamo come “un usato garantito”. Abbiamo una grandissima opportunità di rimettere in gioco la nostra persona e il nostro modo di vivere. In tutto questo, fare sport può davvero aiutare perché ti fa stare bene e ti fa svegliare al mattino più contento. Come prendere le scarpe da ginnastica alle 5.30 del mattino (cosa che prima non avrei mai immaginato) e andare a correre.


Il nostro trainer Rusty conosce Massimo da tanti anni e oltre all’amicizia che li lega, condividono insieme la passione per lo sport. Abbiamo chiesto a Rusty come ha vissuto l’esperienza di Massimo.

Rusty: “Quello che ho ricevuto dall'esperienza di Massimo è che il nostro corpo è la casa in cui abitiamo per tutta la vita, la cosa più importante che abbiamo. E se per qualche ragione in questa casa si creano delle falle, si rovina o si rompe qualcosa per un incidente, un trapianto oppure la vita porta il nostro corpo a prendere delle strade che non piacciono, ad esempio il sovrappeso o problemi mentali, possiamo recuperare le funzionalità del nostro corpo in modo un po' più appropriato e guidato, al di là della chimica e delle terapie mediche.
Lo sport è l'unico modo per poter usare il nostro corpo con costanza, soddisfazione, piacere e condivisione con altre persone. L'allenamento ci permette di riportare il corpo a livelli di efficienza migliori di quelli da cui si era partiti in precedenza.
È quello che è successo a Massimo: dopo il guasto che si è creato nel suo corpo, lui è riuscito ad affrontarlo nel modo giusto anche grazie al movimento e all'allenamento costante.
Il messaggio da professionista del movimento e dello sport che mi sento di trasmettere è che l'uomo è un animale e se non si muove è destinato a soccombere. E se a seguito di incidenti, trapianti, casi della vita, l'essere umano non si può più muovere non potrà che peggiorare. Avrà bisogno oltre che di motivazione individuale, anche dell'aiuto di professionisti per mantenere nel suo corpo il movimento attivo. Questo non significa “fare l'Iron Man” della situazione, ma significa muoversi. Ognuno trova poi la propria strada, il movimento però è l'unica cosa che salva il nostro proseguire su questa terra.”


Questa è una di quelle storie di successo che ci rendono davvero fieri del nostro lavoro, nel constatare quanto un consapevole supporto sportivo possa incidere positivamente sulla vita delle persone, anche nei casi più delicati come quello di Massimo. 

Quando a Sport Town diciamo che da noi lo sport è per tutti, intendiamo esattamente questo!
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