Pubblicato  9 mesi fa
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Allenamento: CORPO E MENTE



ALLENAMENTO E ADATTAMENTO
L'allenamento è un processo organizzato in cui IL CORPO E LA MENTE sono costantemente esposti a fattori di stress di varia entità (quantità) e intensità. La capacità di un atleta di adattarsi e adeguarsi ai carichi di lavoro imposti dall'allenamento è importante tanto quanto la capacità di una specie di adattarsi all'ambiente in cui vive: nessun adattamento, nessuna sopravvivenza. Per gli atleti, l'incapacità di adattarsi ai carichi di allenamento costantemente variabili e rispettivi stres, si tradurrà in livelli critici di affaticamento, overreaching (accumulo di stimoli, allenanti o non, che sfocia in un decremento a breve termine della capacità prestativa) o persino nel sovrallenamento (una sindrome vera e propria, uno stato di affaticamento cronico che si verifica dalla convergenza di stress fisico e psicologico, che crea uno scenario in cui l'atleta non è più in grado di recuperare dallo stimolo dell'allenamento).
In tali circostanze, l'atleta non sarà in grado di raggiungere gli obiettivi di allenamento.
Un alto livello di prestazioni è il risultato di molti anni di allenamento ben pianificato, metodico e stimolante. Durante questo periodo, l'atleta cerca di adattare la sua fisiologia alle esigenze specifiche del suo sport. Maggiore è il grado di adattamento al processo di allenamento, maggiore è il potenziale per alti livelli di prestazione. Pertanto, l'obiettivo di qualsiasi piano di allenamento BEN ORGANIZZATO È QUELLO DI INDURRE ADATTAMENTI CHE MIGLIORANO LE PRESTAZIONI. Il miglioramento è possibile solo se l'atleta osserva questa sequenza:
stimolo crescente (carico) ⇒adattamento ⇒miglioramento delle prestazioni.
Se il carico è sempre allo stesso livello, l'adattamento avviene nella prima fase dell'allenamento, seguito da un plateau (ristagno) senza ulteriori miglioramenti:
mancanza di stimolo ⇒plateau ⇒mancanza di miglioramento.
Se lo stimolo è eccessivo o eccessivamente vario, l'atleta non sarà in grado di adattarsi e si verificherà un disadattamento:
stimolo eccessivo ⇒disadattamento ⇒diminuzione delle prestazioni
 
Pertanto, l'obiettivo dell'allenamento è AUMENTARE PROGRESSIVAMENTE E SISTEMATICAMENTE lo stimolo allenante (intensità, volume dei carichi e frequenza dell'allenamento) per indurre un adattamento superiore e, di conseguenza, migliorare le prestazioni.
Gli adattamenti all’allenamento sono la somma delle trasformazioni provocate sull’organismo da ripetute sedute di allenamento eseguite in maniera sistematica.


Questi cambiamenti STRUTTURALI E FISIOLOGICI derivano dalle richieste specifiche che gli atleti pongono sul proprio corpo in base alle attività che svolgono, a seconda del volume, dell'intensità e della frequenza dell'allenamento. L'ALLENAMENTO FISICO È UTILE SOLO FINCHÉ SOVRACCARICA IL CORPO IN MODO TALE DA STIMOLARNE L'ADATTAMENTO. Se lo stimolo non induce una sfida fisiologica sufficiente, non ci si può aspettare un aumento dell'adattamento. D'altra parte, SE IL CARICO DI ALLENAMENTO È MOLTO ELEVATO, INTOLLERABILE E SOPRATTUTTO INTRAPRESO PER UN PERIODO DI TEMPO ECCESSIVAMENTE LUNGO, possono verificarsi lesioni e/o sovrallenamento.


Questi concetti suggeriscono che affinché si verifichino i migliori adattamenti, i carichi e i volumi di allenamento devono essere sistematicamente alternati. Ad esempio, si dovrebbe pianificare blocchi di allenamento che alternano intensità di allenamento alte, moderate e basse. Queste alternanze di intensità consentono il recupero tra sessioni di allenamento e l'aggiunta di tempi di recupero tra fasi di allenamento attentamente sequenziate è la base per la pianificazione ciclica (nota come periodizzazione).

Damiano Molinaro
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